
(A cura di Alberto Porcu)
La 33esima America’s Cup va in soffitta e con lei, l’ala tecnologica, i motori a scoppio di regolazione delle vele, l’arrivo al buio della regata conclusiva e le stranezze moderniste da super ricconi che l’hanno caratterizzata. In un batter d’occhi, dopo appena 2 regate in sole 48 ore, ed un due a zero secco per Bmw Oracle, è tutto finito: la Coppa torna negli Stati Uniti dopo 15 anni. La prima prova solo due giorni fa, ha visto il successo di Bmw Oracle: nella pre-partenza primo errore di Alinghi che quasi provoca il contatto; Bmw Oracle alza bandiera di protesta, accolta dagli umpire e penalità per la barca svizzera. Alinghi parte comunque in vantaggio dal cancello, ma già a metà del primo bastone, dopo 15 minuti di regata, perde il primato; il trimarano statunitense stringe molto bene il vento ed ha una velocità maggiore rispetto ad Alinghi; l’arma vincente è l’ala in kevlar-carbonio ricoperta da tessuto aereonautico, con nove flap singolarmente regolabili che permette velocità maggiore ed una navigazione a barca costantemente sollevata su uno scafo. Già alla boa di metà percorso - con un vantaggio di 3 minuti e 21 secondi - non c’è più storia, Oracle addirittura avvolge la vela di prua allo strallo e naviga soltanto con l'ala, scavando un vantaggio sempre più largo che supera il chilometro. Bmw Oracle arriva in tranquillità a 28 nodi di velocità: Alinghi prima di tagliare la linea, paga la penalità, sbaglia manovra ed è costretta a ripetere la procedura dei 360 °; il ritardo di 15 minuti e 28 secondi è abissale. Siamo quindi alla seconda e decisiva regata di oggi 14 febbraio e gli svizzeri si giocano tutto: la regata ha inizio alle 16,10 dopo un rinvio di più di sei ore. Nonostante la indiscutibile superiorità di Bmw Oracle, Alinghi ci mette del suo e ripete gli errori della precedente regata; sembra un film già visto: 1° errore in partenza e penalità agli svizzeri che tuttavia anche questa volta partono in vantaggio sulla destra del campo, mura a dritta e sembrano navigare meglio dell’altra gara; oggi c’è più onda e il vento è più costante, quindi l’assetto a barca ben sbandata sembra offrire maggiori speranze per l’esito finale e per l’ottenimento della eventuale "bella". In realtà non finisce così e in conclusione del primo lato (oggi il percorso – come da regolamento – prevedeva un triangolo equilatero, di 13,5 miglia per ogni lato) ecco il 2° errore: sulla lay-line, Oracle vira dietro ad Alinghi che non copre subito le manovra ed entra in boa con già un ritardo di 28". Bmw Oracle è più veloce e diventa irraggiungibile. Alinghi, a metà del secondo lato del triangolo ha già un ritardo di 2000 metri. La regata si conclude alle 18,40 praticamente al buio con Alinghi che accusa un ritardo di 5,26 minuti. L’appuntamento è per il 2013 a Newport ed ora, avanti con il nuovo challenger of the record : già pochi minuti dall’esito della regata conclusiva, è ufficiale la candidatura di Vincenzo Onorato armatore di Mascalzone Latino in rappresentanza del Club Nautico Roma. L’auspicio è che sia tutto vero e che possa finalmente vararsi un team interamente italiano con la partecipazione del meglio della vela nazionale. Nelle scorse edizioni si era, probabilmente, raggiunto il top come successo: occorre quindi paradossalmente tornare un po’ al passato e sperare in una futura Coppa che, degna del prestigio del più antico trofeo velistico del mondo, vari una nuova classe di imbarcazioni monoscafo riportando ad una dimensione meno marziana un evento che per far bene a tutta la vela, deve avere la partecipazione di molti team ed il gradimento del grande pubblico.
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